TAPPARSI LA BOCCA (stop ai viaggi e mascherina per le parole) di Gian Luigi Deiana

TAPPARSI LA BOCCA

(stop ai viaggi e mascherina per le parole)

di Gian Luigi Deiana

 

Gli spostamenti portuali e aeroportuali tra il continente e la Sardegna e sono sospesi: è una decisione saggia ma visibilmente tardiva.

Il ritardo ha certamente innalzato e disseminato la soglia di rischio, come è nella natura di ogni viaggio, ma soprattutto ha favorito la traduzione di questa preoccupazione in una istigazione isterica alla cacciata di chi è arrivato: una tentazione all’allarme che ha singolarmente armonizzato qualunquismi a vanvera e indipendentismi collaudati, nonchè le propensioni sinistre di destra e le propensioni destre di sinistra

Tapparsi la bocca non è solo una precauzione necessaria per i polmoni, lo è sempre anche per il cervello: ma purtroppo non esistono in commercio mascherine adatte allo scopo, e quindi il virus del respingimento è un pò dilagato.

Rispetto al virus polmonare esso concede però un vantaggio: puoi benissimo non farti contagiare, poichè il suo accesso dipende dal tuo cervello.

Ora, col senno di poi e con la consapevolezza che è del tutto imprevedibile quello che succederà tutto intorno solo di qui a qualche ora, e che l’imprevedibilità può durare giorni, settimane o mesi, cerchiamo di chiarici razionalmente la situazione.

 

1: Le condotte individuali sono regolate dalla legge, che vale per tutti, e dalla responsabilità, di cui deve essere capace ciascuno; purtroppo, se la legge arriva in ritardo su una emergenza come questa e la responsabilità può non essere stata sufficiente, è necessario riparare con strumenti prudenziali legittimi (in questa situazione, l’autodichiarazione di provenienza e di assunzione di dimora, l’autoquarantena da parte dei singoli e il controllo capillare delle borgate di seconde case da parte delle polizie).

Tutti gli spostamenti aerei e navali sono nominativi, la regione dispone di alcune migliaia di agenti di vigilanza ambientale, compagnie barraccellari e polizie municipali, e se si ritiene che con una struttura simile la sardegna non è in grado di provvedere, tanto vale dichiararsi minorati mentali.

E’ invece frutto di nebulosità mentale, o di malafede, l’invocazione di strumenti illegali e impraticabili quali provvedimenti eccezionali di respingimento, traducibili ora solo in ponti aerei con scorta militare.

La malafede è manifesta, esattamente come uno schiaffo a freddo, nei casi in cui chi lancia oggi l’appello alla cacciata sbraitava ieri contro i primi timidi decreti limitativi delle libertà individuali, denunciandone il pericolo per la democrazia: atteggiamenti di questo tipo, innumerevoli, sono dettati da schizofrenia o malafede, o ambedue le cose insieme.

Cosa c’è oggi di più reazionario di tali appelli al respingimento securitario di massa?

 

2: E’ vero che appena si è diffusa la voce di recinzione delle prime zone rosse si è verificata una fuga in massa verso il sud e le isole.

L’ordine sano di stare a casa è stato innestato su una libertà di circolazione su treni e auto chiaramente insana e la proclamazione della zona rossa nazionale non è stata strutturata su “filtri” adeguati a riguardo di chi, come e perchè avrebbe potuto giovarsi del diritto di muoversi in stato di eccezione. 

“Filtri”, ecco cosa è mancato e continua a mancare.

Infatti, ora che si è passati alla chiusura di porti e aeroporti si pone un nuovo problema, il problema del filtraggio dei ritorni o delle necessità ultimative di andata e ritorno per i sardi stessi: perchè il problema qui non riguarda essenzialmente i fantomatici dodicimila vacanzieri lombardi ricchi ed egoisti (o quanti sono nella realtà), ma un milione e mezzo di sardi in carne e ossa.

 

3: L’allarme su dodicimila lombardi ricchi ed egoisti, tradotto in numeri, presumibilmente si dimezza di suo se si considera tra questi la parte di sardi residenti in quelle regioni, necessitati a tornare a casa perchè licenziati o messi in ferie forzate o richiamati da urgenze familiari; ma anche non fosse così e la Sardegna fosse invasa dai vandali di Genserico, essa conta quasi quattrocento comuni i quali contano ciascuno, in media, quattromila abitanti.

Dodicimila vandali corrisponderebbero a tre vandali per ogni comune di quattromila abitanti.

E con numeri simili solo un Salvini in piena forma  potrebbe lanciare un appello alla cacciata degli invasori in quanto lussuosi untori in vacanza.

E’ vero che sarebbe stato necessario un filtro, ma in fondo abbiamo in ogni comune un buon numero di carabinieri, per chi ama questo genere di soluzioni.

Per inciso, l’affermazione secondo cui senza l’invasione di questi vacanzieri egoisti la Sardegna sarebbe stata “virus free” è falsa: i focolai manifestatisi in Sardegna sono stati innescati da sardi doc più doc dei carciofi e del cannonau, certo solo per sfortuna, per essere capitati in luoghi sbagliati al momento sbagliato, ma certo per una frequentazione sarda in zone rosse in emergenza dichiarata.

Putroppo non eravamo virus free.

 

4: Ora che con l’ultimo decreto possiamo metterci l’anima in pace e provvedere a mettere Genserico sotto sorveglianza, il vero problema per i sardi in carne e ossa è prendere atto del fatto che dalla Sardegna non si può uscire, e che a loro volta anche le altre regioni a loro modo hanno tradotto in fatti le istanze reali, le pulsioni isteriche e gli sciacallaggi politici.

La Lombardia, in particolare, ha dichiarato guerra al governo nazionale chiamando il grande centurione Bertolaso a gestire l’emergenza lombarda a beneficio dei soli lombardi, dopo che i grandi triumviri della destra italiana (Salvini, Meloni e Berlusconi, con il Giunio Bruto di turno altrimenti noto come Matteo Renzi) hanno insistito da giorni per investire addirittura il vecchio De Gennaro (già capo della polizia ai tempi del G8 di Genova, uomo della CIA e poi capo di Finmeccanica e dell’industria militare) dei pieni poteri sull’emergenza virus.

Ora, con porti e aeroporti chiusi, tutti i vandali di questo mondo possono fare a meno di navi e aerei da e per la Sardegna: ma possono farne a meno i sardi? 

No, non possono farne a meno; questa è la ragione per cui respingere con una demagogia di mucchio è sempre sbagliato, e filtrare i flussi indispensabili è sempre giusto.

 

5: FILTRI: questa è la ragione per cui il primo filtro in assoluto nelle situazioni di emergenza deve essere il filtro su ciò che si dice e su come lo si dice: le orde barbariche non esistono e le persone sono persone, non sono il mucchio selvaggio.

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